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giovedì 20 settembre 2012

Traduzione: The National - Boxer (2007)



1. Fake Empire
2. Mistaken for Strangers
3. Brainy
4. Squalor Victoria
5. Green Gloves
6. Slow Show
7. Apartment Story
8. Start a War
9. Guest Room
10. Racing Like a Pro
11. Ada
12. Gospel


1. FALSO IMPERO (Fake Empire)
Stasera staremo in giro fino a tardissimo.
Coglieremo mele, faremo torte,
Metteremo qualcosa nella nostra limonata, solo poco,
E ce la porteremo dietro.

Siamo mezzi svegli in un falso impero.
Siamo mezzi svegli in un falso impero.

Cammineremo in punta di piedi per la nostra luminosa città
Con le nostre ciabatte di diamante.
Faremo il nostro allegro balletto sul ghiaccio,
Uccellini azzurri sulle spalle.

 Siamo mezzi svegli in un falso impero.
Siamo mezzi svegli in un falso impero.

Spegni la luce, dì buonanotte
E non pensare per un po’.
Cerchiamo di non provare a capire
Tutto nello stesso momento.
È difficile seguirti con lo sguardo
Mentre cadi e attraversi il cielo.

Siamo mezzi svegli in un falso impero.
Siamo mezzi svegli in un falso impero.

2. SCAMBIATI PER ESTRANEI (Mistaken for Strangers)
Devi fare tutto di corsa ma fai ogni cosa che ti chiedono
Perché non ti da fastidio vederti in foto
Finché sembri da un’altra parte, lontano,
Finché sembri con la mente altrove.

Docciato, con un blazer azzurro,
Riempiti di monetine.
Docciato, con un blazer azzurro,
Riempiti di monetine.

Vieni scambiato per un estraneo dai tuoi stessi amici
Quando gli passi di fronte di notte sotto le argentee, argentee luci della Citibank.
Braccia, braccia e altre braccia, occhi e altri occhi che si fanno vitrei.
Oh, non vorresti mai un angelo che ti protegge dall’alto
E sorpresa, sorpresa! Loro non vorrebbero mai vedere
Un’altra colpevole, elegante caduta nella tutto tranne che magnifica vita da adulto.

Inventati qualcosa per poter credere nel tuo cuore più grande di tutti i cuori.
Così avrai qualcosa da portare nella tua mano più grande di tutte le mani.
E allora giuri di aver appena visto una donna piumata
Portare in braccio un uomo bendato per la strada.

Docciato, con un blazer azzurro,
Riempiti di monetine.
Docciato, con un blazer azzurro,
Riempiti di monetine.

Vieni scambiato per un estraneo dai tuoi stessi amici
Quando gli passi di fronte di notte sotto le argentee, argentee luci della Citibank.
Braccia, braccia e altre braccia, occhi e altri occhi che si fanno vitrei.
Oh, non vorresti mai un angelo che ti protegge dall’alto
E sorpresa, sorpresa! Loro non vorrebbero mai vedere
Un’altra colpevole, elegante caduta nella tutto tranne che magnifica vita da adulto.

3. INTELLIGENTE (Brainy)
Sono due settimane che mi trascini in giro,
Aggrappato all’orlo tuo cappotto
Che svolazza ovunque tu vada.
Qualsiasi cosa tu dica ha sotto dell’acqua.

Sai che tengo le tue impronte digitali
In una cartella rosa al centro del mio tavolo.
Sei le mura del regno che assedio.
Penso che farei meglio a seguirti.

Potresti avere bisogno di me più di quanto tu creda.
Torna a casa con la macchina che ami, intelligente, intelligente, intelligente.

Sono due settimane che mi trascini in giro,
Aggrappato all’orlo tuo cappotto.
Continui a cambiare le tue sofisticate, sofisticate idee
Ogni volta che decido di lasciare la presa.

Ieri sono rimasto sveglio tutta la notte ancora una volta
A studiare e a leggere il dizionario americano.
Non mi crederai quando ti dirò cos’ho scoperto.
Penso che farei meglio a seguirti.

Potresti avere bisogno di me più di quanto tu creda.
Torna a casa con la macchina che ami, intelligente, intelligente, intelligente.
Potresti avere bisogno di me più di quanto tu creda.
Torna a casa con la macchina che ami, intelligente, intelligente, intelligente.

4. UNA VITTORIA PER LO SQUALLORE (Squalor Victoria)
Sottolinea ogni cosa, sono un professionista
Con addosso la mia amata camicia bianca.
Sottolinea ogni cosa, sono un professionista
Con addosso la mia amata camicia bianca.

Cadrò assieme ai santi.

Alziamo i nostri bicchieri paradisiaci ai cieli!
Una vittoria per lo squallore, una vittoria per lo squallore.
Alziamo i nostri bicchieri paradisiaci ai cieli!
Una vittoria per lo squallore, una vittoria per lo squallore.

È troppo per me, ho degli uccelli nascosti nelle maniche
E voglio seguire gli stupidi che corrono dentro.
È troppo per me, ho degli uccelli nascosti nelle maniche
E voglio seguire gli stupidi che corrono dentro.

Alziamo i nostri bicchieri paradisiaci ai cieli!
Una vittoria per lo squallore, una vittoria per lo squallore.
Alziamo i nostri bicchieri paradisiaci ai cieli!
Una vittoria per lo squallore, una vittoria per lo squallore.

Cadrò assieme ai santi.

Le tre e mezza di ieri notte sono quello che ti serve per mettere le cose a posto.
Ti stai deconcentrando, deconcentrando, deconcentrando, deconcentrando.
Le tre e mezza di ieri notte sono quello che ti serve per mettere le cose a posto.
Ti stai deconcentrando, deconcentrando, deconcentrando, deconcentrando.

Le cose non stanno funzionando,
Mio coglione di media cultura.

5. GUANTI VERDI (Green Gloves)
Sto perdendo i contatti con tutti,
I miei amici sono da qualche parte a ubriacarsi.
Spero resteranno incollati assieme,
Ho braccia per loro.

Bevo un altro sorso di loro.
Galleggia un po’ e mi sopraffa
Come una piccola goccia d’inchiostro
In un bicchiere d’acqua.

Entro nei loro vestiti coi miei guanti verdi,
Guardo i loro filmati seduto sulle loro sedie.
Entro nei loro letti con i miei guanti verdi,
Entro nelle loro teste, amo i loro amori.

Come Cenerentola, attraverso la stanza.
Plano e cigneggio perché sono
Il miglior ballerino di lenti
Dell’universo.

Sto perdendo i contatti con tutti,
I miei amici sono da qualche parte a ubriacarsi.
Spero resteranno incollati assieme,
Ho braccia per loro.

Entro nei loro vestiti coi miei guanti verdi,
Guardo i loro filmati seduto sulle loro sedie.
Entro nei loro letti con i miei guanti verdi,
Entro nelle loro teste, amo i loro amori.

Ora li conosco a malapena
E mi prenderò il mio tempo.
Li porterò con me, oltre l’ostacolo,
E li farò miei.

Entro nei loro vestiti coi miei guanti verdi,
Guardo i loro filmati seduto sulle loro sedie.
Entro nei loro letti con i miei guanti verdi,
Entro nelle loro teste, amo i loro amori.

6. LENTO SPETTACOLO (Slow Show)
In piedi al tavolo del punch, ad ingoiare punch.
Non riesco a prestare attenzione al suono di nessuno.
Un po’ più stupido, un po’ più spaventato.
Ogni minuto mi sento più impreparato.

Oggi ho fatto un errore nella mia vita.
Tutto ciò che amo si perde in cassetti.
Voglio ricominciare, voglio essere io a vincere,
È dall’inizio che non sono in sincrono. Per niente.

Voglio correre a casa da te
E fare un lento, stupido spettacolo per te,
E farti morire dal ridere
Così che tu possa mettere un fiocco azzurro sul mio cervello.
Dio, sono davvero così spaventoso?
Esagererò.

Cerco un luogo in cui sentirmi forte, dove posso restare.
Mi appoggio al muro e lui si ritira in sé.
Posso non essere nervoso e non pensare col cazzo
Anche solo per un minuto?

La mia gamba è brillantini, la mia gamba è spille.
Farei meglio a darmi una regolata, farei meglio a prendere su le mie cose.
Potresti attraversare in macchina la mia testa
In cinque minuti, da un lato all’altro.

Voglio correre a casa da te
E fare un lento, stupido spettacolo per te,
E farti morire dal ridere
Così che tu possa mettere un fiocco azzurro sul mio cervello.
Dio, sono davvero così spaventoso?
Esagererò.

Sai che ti ho sognata
Per 29 anni prima di incontrarti.
Sai che ti ho sognata.
Mi sei mancata per 29 anni.

Sai che ti ho sognata
Per 29 anni prima di incontrarti.
Sai che ti ho sognata.
Mi sei mancata per 29 anni.

7. STORIA DA APPARTAMENTO (Apartment Story)
Resta ferma per un secondo mentre
Provo a metterti addosso i tuoi fiori.
Puoi tenere il mio drink? Io ho tutto il resto.
Riesco a farmi il nodo alla cravatta da solo.
Mi sto stancando, sto dimenticando il perché.

Oh, siamo così disarmanti cara, tutto quello in cui abbiamo creduto
Si sta lanciando, lanciando, lanciando, lanciando dal balcone.

Stanchi e ipereccitati, roviniamo troppo facilmente.
Dormiamo vestiti e aspettiamo che l’inverno se ne vada.

Ci teniamo assieme con le nostre
Braccia attorno allo stereo per ore
Mentre canta per sé stesso, o qualsiasi cosa faccia,
Quando canta per sé stesso dei suoi amori di tanto tempo fa.
Mi sto stancando, sto dimenticando il perché.

Oh, siamo così disarmanti cara, tutto quello in cui abbiamo creduto
Si sta lanciando, lanciando, lanciando, lanciando dal balcone.

Stanchi e ipereccitati, roviniamo troppo facilmente.
Dormiamo vestiti e aspettiamo che l’inverno se ne vada.

Ci teniamo assieme con le nostre
Braccia attorno allo stereo per ore
Mentre canta per sé stesso, o qualsiasi cosa faccia,
Quando canta per sé stesso dei suoi amori di tanto tempo fa.
Mi sto stancando, sto dimenticando il perché.

Stanchi e ipereccitati, roviniamo troppo facilmente.
Dormiamo vestiti e aspettiamo che l’inverno se ne vada
Ma io sarò assieme a te dietro al divano quando arriveranno in un giorno diverso, proprio come questo.

Staremo in casa finché non ci troveranno,
Faremo qualsiasi cosa la TV ci dirà di fare,
Resteremo nella nostra foschia di ottimismo per giorni e giorni.         
Staremo in casa finché non ci troveranno,
Faremo qualsiasi cosa la TV ci dirà di fare,
Resteremo nella nostra foschia di ottimismo.

E allora non preoccuparti.
Va tutto bene.
Staremo bene.
Abbiamo il nostro aspetto e il nostro profumo.

Staremo in casa finché non ci troveranno,
Faremo qualsiasi cosa la TV ci dirà di fare,
Resteremo nella nostra foschia di ottimismo.

E allora non preoccuparti.
Va tutto bene.
Staremo bene.
Abbiamo il nostro aspetto e il nostro profumo.

8. INIZIERAI UNA GUERRA (Start a War)
Ci aspettavamo qualcosa di meglio di prima.
Ci aspettavamo qualcosa di più.

Pensi davvero di poterlo mettere in una cassaforte dietro a un dipinto,
Chiuderla e andartene?
Pensi davvero di poterlo mettere in una cassaforte dietro a un dipinto,
Chiuderla e andartene?

Vattene ora
E inizierai una guerra.

Qualsiasi cosa se n’è andata, me la riprenderò.
Farò i soldi, ricomincerò ad essere divertente.
Qualsiasi cosa se n’è andata, me la riprenderò.
Farò i soldi, ricomincerò ad essere divertente.

Vattene ora
E inizierai una guerra.

Ci aspettavamo qualcosa di meglio di prima.
Ci aspettavamo qualcosa di più.

Sei sempre stata strana ma non ho mai dovuto tenerti per i margini
Come faccio adesso.
Sei sempre stata strana ma non ho mai dovuto tenerti per i margini
Come faccio adesso.

Vattene ora
E inizierai una guerra.

Qualsiasi cosa se n’è andata, me la riprenderò.
Farò i soldi, ricomincerò ad essere divertente.
Qualsiasi cosa se n’è andata, me la riprenderò.
Farò i soldi, ricomincerò ad essere divertente.

Vattene ora
E inizierai una guerra.

9. STANZA DEGLI OSPITI (Guest Room)
Ci manderanno nella prigione degli infami
Per le nostre vaghe idee
Su come eccitarci l’un l’altra ancora una volta.
Ci manderanno nella prigione degli infami.

Ci troveranno qua,
Qua, qua nella stanza degli ospiti,
Dove ci tiriamo addosso banconote e piangiamo.
Oh mio Dio.

Era bello essere ruffiani,
Impazzire e risplendere
Negli angoli dei giardini, entrando e uscendo da macchine.
Era bello essere deviati.
Ci troveranno qua,
Qua, qua nella stanza degli ospiti,
Dove ci tiriamo addosso banconote e piangiamo.
Oh mio Dio.

Non possiamo restare qua.
Stiamo iniziando a restare uguali.
Non possiamo restare qua.
Non possiamo restare così.

Devi solo legare la tua donna al tuo polso
E dalle spazio per legare l’altro.

Ci troveranno qua,
Qua, qua nella stanza degli ospiti,
Dove ci tiriamo addosso banconote e piangiamo.
Oh mio Dio.

10. CORRENDO COME UN PROFESSIONISTA (Racing Like a Pro)
Sei rosa, sei giovane, sei borghese.
Dicono che non importi.
Quindici camice azzurre e mani femminili,
Corri veloce su per la scala.

La tua mente sta correndo come un pilota.
Oh mio Dio, non significa poi molto per te.
Una volta eri un giovane, splendente ruffiano.
Oh mio Dio, era un milione di anni fa.

A volte ti svegli e prepari una torta, o qualcosa di simile.
A volte resti a letto.
A volte canti la-di-da-di-da-di-da-da
Finché i tuoi occhi non si girano su sé stessi.

La tua mente sta correndo come un pilota.
Oh mio Dio, non significa poi molto per te.
Una volta eri un giovane, splendente ruffiano.
Oh mio Dio, era un milione di anni fa.

Sei senza parole, baby.
Sei senza parole, baby, ora lo sai.
Sei senza parole, baby.
Sei senza parole, baby, ora lo sai.

La tua mente sta correndo come un pilota.
Oh mio Dio, non significa poi molto per te.
Una volta eri un giovane, splendente ruffiano.
Oh mio Dio, era un milione di anni fa.

Sei senza parole, baby.
Sei senza parole, baby, ora lo sai.
Sei senza parole, baby.
Sei senza parole, baby, ora lo sai.

11. ADA (Ada)
Ada, non parlare dei motivi per cui non ti va di parlare
Di motivi per cui non ti va di parlare.
Ora hai tutti quelli che consideri svegli a tua disposizione
Tutti soli, tutti insieme, tutti insieme nell’oscurità.

Lascia tutto in sospeso.
Lascia tutto in sospeso.
Lascia tutto in sospeso.

Ada, metti in una canzone i suoni di casa tua.
Prova ad essere ammutolita per un minuto.
Se pensi di stare per svenire, vai in corridoio
E concedi a tutti loro il tuo collo.

Ada, non restare troppo tempo nel lago.
Vive da solo e ti conosce a malapena.
Avrà un esaurimento nervoso e cadrà
Attorno a te in mille pezzi.

Sono in un vestito da sera vuoto con degli acini in bocca
In attesa di Ada.
Ada, tieniti stretta alle tue maniche.
Penso che tutto conti un po’ più di quanto pensiamo.

Lascia tutto in sospeso.
Lascia tutto in sospeso.
Lascia tutto in sospeso.

Ada, riesco a sentire il suono della tua risata dall’altra parte del muro.

Ada, non parlare dei motivi per cui non ti va di parlare
Di motivi per cui non ti va di parlare.
Ora hai tutti quelli che consideri svegli a tua disposizione
Tutti soli, tutti insieme, tutti insieme nell’oscurità.

Lascia tutto in sospeso.
Lascia tutto in sospeso.
Lascia tutto in sospeso.

Ada, riesco a sentire il suono della tua risata dall’altra parte del muro.
Ada, è da un po’ che spero che tu sappia orientarti.

12. GOSPEL (Gospel)
Ho due bracciate di riviste per te.
Le porterò a casa tua,
Quindi appendi le tue luci da festa color arcobaleno
In giardino.
Appendi le tue luci da festa color arcobaleno
In giardino
E ti porterò
Un bel drink ghiacciato.

Lasciami venire da te, posso sprecare il tuo tempo, sono annoiato.
Invitami in guerra ogni notte d’estate
E giocheremo a fare un’emorragia gastrointestinale, un’emorragia gastrointestinale.
Resteremo sul bordo della piscina, apriremo le nostre braccia dorate.

Cara, puoi allacciare il mio laccio?
I killer mi stanno chiamando.
La mia faccia d’angelo sta cadendo,
Ci sono piume cadute sui miei piedi.
Cara, puoi allacciare il mio laccio?
I killer mi stanno chiamando.

Resta vicina alla tua, resta vicina alla tua televisione.
Mettila lì fuori
E appendi le tue luci da festa color arcobaleno
In giardino.
Appendi le tue luci da festa color arcobaleno
In giardino
E ti porterò
Un bel drink ghiacciato.

Lasciami venire da te, posso sprecare il tuo tempo, sono annoiato.
Invitami in guerra ogni notte d’estate
E giocheremo a fare un’emorragia gastrointestinale, un’emorragia gastrointestinale.
Resteremo sul bordo della piscina, apriremo le nostre braccia dorate.

Cara, puoi allacciare il mio laccio?
I killer mi stanno chiamando.
La mia faccia d’angelo sta cadendo,
Ci sono piume cadute sui miei piedi.
Cara, puoi allacciare il mio laccio?
I killer mi stanno chiamando.

 

martedì 31 luglio 2012

Traduzione: The Antlers - Hospice (2009)



1. Prologue
2. Kettering
3. Sylvia
4. Atrophy
5. Bear
6. Thirteen
7. Two
8. Shiva
9. Wake
10. Epilogue 

1. PROLOGO o, Hospice (Prologue or, Hospice)
Prima di iniziare, penso che sia utile dare un po’ di informazioni per contestualizzare il tutto. Quando era più giovane, continuava ad avere incubi. Provava un dolore sforbiciante, le si addormentavano gambe e braccia e per tutti quei dodici anni continuavano ad esserci cose che la facevano innervosire. Quando cadde mentre attraversava quella strada (a sud di Houston, quella che un tempo era terra di Manhattan), quegli incubi caddero dai tetti dei palazzi e la presero per mano.

La portarono in quelle stanze divise da tende scorrevoli e teste di bambino lucide. Uno di loro, quel ragazzino, non era stato così fortunato come lei. (Anni dopo, sarebbe tornato da lei di notte, proprio mentre le sembrava di stare cadendo addormentata. Come poi mi avrebbe spiegato, la faccia di lui era come di fronte alla sua, e lei aveva troppa paura per pronunciare anche solo una parola).

Ora, non farò finta di avere capito, perché non posso capirlo, e so che non lo capirò mai. Ma c’è qualcosa che la rende pungente, e qualcosa che le fa venire voglia di uccidere. L’ha fatta strisciare sotto quella casa e ficcare la testa sotto la stufa… bè, quello che voglio dire con tutto questo è che tutto è collegato in questi incubi complicati che tessiamo.

2. KETTERING* o, Buone maniere da capezzale (Kettering or, Bedside Manner)
Avrei voluto sapere il primo minuto che ci siamo conosciuti l’impagabile debito che avevo nei tuoi confronti. Perché eri stata abusata dalle ossa che ti avevano rifiutata, e mi avevi assunto per bilanciare le cose. Entrare nella tua stanza quando avevi dei tubi nelle braccia, il canto di quegli allarmi-morfina stonati ti tenevano addormentata e ordinata, e non gli credevo quando ti chiamavano 'un tuono da uragano'.

Mentre ti ascoltavo il battito ti suggerii di sorridere. Non parlasti per un po’, stavi congelando. Dicesti che odiavi il mio tono di voce, ti faceva sentire più sola che mai, e allora mi dicesti che sarebbe stato meglio se me ne andassi. Ma qualcosa mi tenne lì, in piedi accanto a quel letto d’ospedale. Avrei dovuto arrendermi, ma invece mi sono preso cura di te. Mi hai reso assonnato e disordinato, e non gli credetti quando mi dissero che non c’era modo di salvarti.

* Nome di un ospedale.

3. SYLVIA o, Tende scorrevoli e teste di bambino lucide (Sylvia or, Sliding Curtains Shining Children's Heads)
“Per favore, che entri il sipario. Dateci un segno per iniziare… lanciati prima tu. Scusa. Non so che cosa ti ho detto, ma hai ricominciato a piangere, e le cose non potrebbero andare peggio. Lasciami fare il mio lavoro. Lasciami fare il mio lavoro.”

“Sylvia, tira fuori la testa dal forno. Ricomincia ad urlare e imprecare, ricordami ancora come tutti ti hanno tradita. Sylvia, tira fuori la testa da sotto le coperte. Lascia che ti provi la febbre, poi puoi tirarmi addosso il termometro se è quello che vuoi, ok?”

“Per favore, ti prego calmati. Stabilizzati, è terrificante. Scusa. Voglio un’alleanza con te, ma ti lanci su piccoli coltelli. Sono affilati solo da un lato. Lasciami fare il mio lavoro. Lasciami fare il mio lavoro.”

* * *

“Sylvia, non capisci quello che sto facendo? Non capisci che ho paura di parlare, e odio la mia voce perché non fa che farti arrabbiare. Sylvia, parlo solo mentre dormi. È in quei momenti che ti dico ogni cosa e immagino che, in qualche modo, riesci a sentirmi.”

4. ATROFIA o, Anelli troppo stretti (Atrophy or, Rings Ill-Fitting)
È da un po’ che vivi nella parte anteriore del mio teschio e mi dai ordini. Mi scrivi regole, rimpicciolisci mappe e ridisegni confini. È da un po’ che ripeto i tuoi discorsi, ma il pubblico non riesce proprio a seguirli. Perché tralascio parole e punteggiatura, e suona abbastanza vuoto. È da un po’ che vivo a letto perché non fai che dirmi di dormire. Ho nascosto la mia voce e il mio viso, e sei tu a decidere quando mangio. Nei tuoi sogni sono un criminale, orribile, non faccio che andare a letto con persone nuove ogni giorno. Quando sei sveglia sono impossibile, non faccio che deluderti costantemente.

Piccole figurine di porcellana, proiettili di vetro che spari al muro. Minacce di castrazione per crimini solo immaginati quando non vedo una tua chiamata. Con il segno dei tuoi denti attorno al mio dito sono legato al tuo capezzale, sono io a cantare la tua elegia. Prenderei volentieri tutti quei proiettili che hai dentro e li metterei dentro di me.

* * *

“Qualcuno mi dica come fermare questa cosa, oh, chiunque lo sappia. Sta urlando, spirando, e ci sono solo io lì accanto a lei. Sto congelando, sono infetto e rigido in quella stanza con lei. Nessuno arriverà finché resterò a letto accanto a lei.”

5. ORSO o, I bambini diventano i loro genitori che diventano i loro bambini (Bear or, Children Become Their Parents Become Their Children)
C’è un orso nel tuo stomaco, un cucciolo che scalcia dentro di te. Fa rumore anche se non ha corde vocali, presto scriveremo la sua fine. Prenderemo tutti gli appuntamenti giusti, nessuno dovrà mai saperlo, e domani compierò ventun anni, scriverò il copione di un altro spettacolo. Giocheremo a sciarada a Chelsea, berremo champagne (anche se tu non potresti), saremo ciechi e stupidi e poi cadremo addormentati. Nessuno dei nostri amici verrà, evitano tutti le nostre chiamate ed è un po’ che va avanti così. Non è uno shock, sembra che non te ne importi niente ma io proprio non riesco a capire come tu faccia.

“Siamo troppo vecchi.”
“Non siamo per niente vecchi.”
“Troppo vecchi e basta.”
“Non siamo per niente vecchi.”

C’è un orso nel tuo stomaco, sono settimane che un cucciolo scalcia dentro di te, e se questo non è tutto un sogno, bè, lo taglieremo da sotto. Non abbiamo paura di scavare caverne, o di trovare cibo da fargli mangiare. Abbiamo paura l’uno dell’altra, e abbiamo paura di quello che significa. Ma prenderemo solo decisioni veloci, non farai altro che tenermi in sala d’attesa, e nel frattempo saprò che siamo fottuti, e che non riusciremo a s-fotterci a breve. Quando torniamo a casa siamo due estranei, più di quanto lo siamo mai stati. Tu resti seduta di fronte alla tv innevata, la tua valigia a terra.

“Siamo troppo vecchi.”
“Non siamo per niente vecchi.”
“Troppo vecchi e basta.”
“Non siamo per niente vecchi.”

6. TREDICI o, Sylvia parla (Thirteen or, Sylvia Speaks)
“Tirami fuori… tirami fuori… non puoi fermare tutto questo? Chiudi la porta e non farli entrare.”

“Scava e tirami fuori… oh, scava e tirami fuori… Non potevi fermare tutto questo? Scava e tirami fuori da sotto casa nostra.”

7. DUE o, L’avrei salvata se avessi potuto (Two or, I Would Have Saved Her If I Could)
Era notte fonda e stavo dormendo da seduto quando un dottore venne a dirmi “È abbastanza.” Mi portò fuori nella hall (avrei potuto giurare che fosse infestata), e mi disse una cosa che non sapevo di voler sentire: Che non potevo fare nulla per salvarti, che il coro avrebbe continuato a cantare e che questa cosa ti avrebbe uccisa. Qualcosa nella mia gola fece tremare le parole che uscirono dalla mia bocca, e qualcosa nei fili fece esplodere le lampadine. C’era vetro nei miei piedi e vetro che cadeva dal soffitto, stava riaprendo le ferite che avevano appena finito di guarire. Aprì uno squarcio nel canyon che scorreva lungo il tuo femore (pensavo fosse splendido, mi ha fatto iniziare a credere). E mentre si apriva sentivo ululati venire dalla tua stanza, ma mi sono nascosto nella hall finché l’uragano non era passato. Quando riapparvi e provai a darti qualcosa per alleviare il dolore ricominciasti ad odiarmi, e non facevi che cantare il tuo ritornello:

Facevi un nuovo sogno, anche se assomigliava più a un incubo. Eri solo una ragazzina, e ti tagliavano i capelli, poi ti infilavano dentro a dei macchinari, arrivavi più vicina alla morte che mai. Ti avrebbero dovuta ascoltare, pensavano che stessi mentendo. Tuo papà è stato uno stronzo, ti ha mandata a puttane, ha costruito gli ingranaggi nella tua testa e ora non fa che oliarli. E quando hai semplicemente smesso di mangiare nessuno ci ha fatto caso. “Quaranta chili!” e tutto questo comporta una ripetizione.

“Dimmi quando pensi che siamo diventati così infelici, indossiamo anelli d’argento e nessuno applaude. Quando ci siamo trasferiti qua assieme eravamo così delusi, dormivamo stonati e i nostri sogni erano disgiunti. Vederti sempre rifiutata mi tormentava, ma non mi importava delle cose che mi tiravi, dei telefoni che evitavo. Non mi importava del tuo additarmi le colpe di ogni tuo errore, non facevo che abbracciarti e tenerti sotto la soglia durante ogni terremoto. Ma tu impacchettavi i tuoi vestiti ogni sera in quel borsone, e provavo a tenerti per le caviglie (che immagine pietosa). Ma dopo più di un anno la smisi di provare a impedirti di uscire da quella porta a passi pesanti per poi tornare, come fai sempre. Bé, nessuno la riparerà per noi, nessuno può farlo. Dici che “nessuno mi ascolterà, e nessuno mi capisce.” E allora non ci sono porte aperte, e non c’è modo di passarci dentro, non ci sono altri testimoni, solo noi due.

Ci sono due persone che vivono in una stanza minuscola, dalle tue due mezze famiglie che ti graffiano e lacerano vengono due versioni della storia (nessuno si preoccupa), due frettolosi anelli d’argento sulle nostre dita, le voci di due persone nel tuo cervello, due persone convinte che la colpa fosse mia, due voci diverse che uscivano dalla tua bocca, e io ho troppo freddo perché me ne freghi qualcosa e sto troppo male per poter urlare.

Facevi un nuovo sogno, anche se assomigliava più a un incubo. Eri solo una ragazzina, e ti tagliavano i capelli, poi ti infilavano in macchinari, arrivavi più vicina alla morte che mai. Ti avrebbero dovuta ascoltare, pensavano che stessi mentendo. Tuo papà è stato uno stronzo, ti ha mandata a puttane, ha costruito gli ingranaggi nella tua testa e ora non fa che oliarli. E quando hai semplicemente smesso di mangiare nessuno ci ha fatto caso. “Quaranta chili!” e tutto questo comporta una ripetizione.

8. SHIVA o, Port-a-Cath* scambiati (Shiva or, Portacaths Switched)
Improvvisamente ogni macchinario si spense contemporaneamente, e i monitor emisero un ultimo beep. Centinaia di migliaia di letti da ospedale, tutti vuoti tranne il mio. Ero steso con i piedi in aria, completamente impossibilitato a muovermi. Il letto aveva una forma sbagliata, maldestra e imponente, era chiaramente fatto per te.

Te ne andasti appena dopo avermi messo a letto, e strappasti quel vecchio braccialetto dal tuo polso. Ma tornasti per vedermi un minuto o anche meno, e mi lasciasti il tuo anello in pugno. I miei capelli iniziarono a crescere, il mio viso divenne il tuo, il mio femore si stava spezzando in due. Era come se delle forbici mi stessero tagliando ed era troppo per poter urlare, e allora iniziai a ridere, a ridere e basta.

Improvvisamente ogni macchinario si spense contemporaneamente, e i monitor emisero un ultimo beep. Centinaia di migliaia di letti da ospedale, tutti vuoti tranne il mio.

* http://it.wikipedia.org/wiki/Port-a-cath

9. VEGLIA o, Far entrare la gente (Wake or, Letting People In)
Con le porte chiuse, le tapparelle abbassate, il mondo rimpicciolisce. Apriamo quelle ante. Ma qualcuno deve spazzare per terra, prendere i suoi vestiti sporchi. Non è il mio lavoro. Ora che tutti sono nemici, il mio cuore affonda. Mettiamo via quegli artigli. Non li biasimo per le loro chiamate alla ribalta perché sono stato io a tirare la corda. Voglio chiamarli e farli uscire di nuovo per l’applauso finale.

L’incrocio tra Spring e Thompson il primo maggio è orribile. Ci nascondevamo in catacombe. Ora dormo accanto a trappole per topi, in un letto fatto da tutti i nostri vestiti, e spero che lei non torni a casa. Era più facile chiudere le porte e staccare i telefoni piuttosto che mostrare la mia pelle, perché la cosa più difficile non è mai pentirsi al posto di qualcun altro, è far entrare la gente.

Bé, puoi entrare, aprire la porta, toglierti le scarpe. Ma potrebbe volerci tutta la notte, per spiegartelo sarei uscito da quelle porte scorrevoli ma la tempistica non sembrava andare mai bene. Quando il tuo elicottero arrivò a provare a tirarmi fuori da lì mi misi la sua corda attorno al collo. E dopo quella volta non ci provasti più con il soccorso aereo – sapevi esattamente cosa aspettarti.

Con la porta chiusa e le tapparelle abbassate siamo morti abbastanza. Non si aprono dall’esterno. E qualcuno deve parlare con i denti dietro la lingua in modo che quel diritto non gli venga mai negato. Non possiamo basarci su fotografie e orari di visita, ma non so proprio da dove iniziare. Voglio buttare giù la porta, se solo tu sei disposta a perdonarmi. Ho le chiavi, sto facendo entrare la gente.

Non aver paura di parlare, non parlare con il dente di qualcun altro, non trattare quando sei debole, non subire abusi affilati. Alcuni pazienti non possono essere salvati, ma è un fardello che non pesa su di te. Non lasciare mai che nessuno ti dica che te lo meriti.

10. EPILOGO o, Sylvia è viva negli incubi (Epilogue or, Sylvia Alive in Nightmares)
In un incubo, cadevo dal soffitto e atterravo sul letto, accanto a te. Stavi dormendo e io urlavo, ti scuotevo per provare a svegliarti. E, proprio come prima, non ti interessava nulla della vita che vivevi quando eri sveglia. I tuoi sogni continuavano a seguire trame, come copioni che scrivevi.

E allora ti davo la schiena finché non eravamo entrambi di nuovo in ospedale. Ma stavolta non eravamo in oncologia, stavamo dormendo in obitorio. Uomini e donne vestiti di azzurro e bianco cantavano attorno a te, in mano pale pesanti a sorreggere terra. Ti seppellivano fino al collo. In quel letto di ospedale, ti seppellivano anche se eri ancora in vita. E io provavo a scavare per tirarti fuori ma tu volevi che anch’io fossi seppellito assieme a te.

Urlavi, e imprecavi, arrabbiata, e mi facevi male, e poi sorridevi, e piangevi, ti scusavi.

Poi mi sono svegliato. Ero nel nostro letto, ma accanto a me non c’era un corpo che respirava. Qualcuno doveva averti portata via mentre ero addormentato. Ma mentre la mia vista si faceva più chiara capivo cos’era successo. Era da un po’ che te n’eri andata, e io non lavoro in ospedale (hanno dovuto mandarmi via).

A volte, quando provo a muovere le braccia, sembrano troppo pesanti. Non riesco a sollevarle. È come se mi avessi seppellito vivo (il mio solo e unico dono prima che te ne andassi). Ma torni da me ogni notte, proprio mentre mi sembra di stare per cadere addormentato. La tua faccia è di fronte alla mia, e ho troppa paura per pronunciare anche solo una parola.